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  • Sara Piccolo Paci

Un guardaroba lungo un secolo al Museo del Tessuto di Prato


Al Museo del Tessuto di Prato una bella mostra su un guardaroba speciale, quello donato l'anno scorso al museo dalla signora Ada Tirinnanzi, moglie di Antonio Fineschi, alla cui famiglia la Collezione è dedicata.

Gli abiti e gli accessori in mostra, che coprono cento anni di storia della moda italiana, sono il frutto della passione per la storia dell'abbigliamento e per la sua famiglia che ha consentito alla signora Ada di riscoprire e documentare le storie di diversi membri Fineschi, realizzando un percorso che non è solo esteticamente bello - i capi esposti sono davvero interessanti - ma anche affascinante e ben radicato nella storia della città di Prato.


Trenta abiti e oltre una cinquantina di accessori compongono un affresco che esprime il gusto, la moda e la vita sociale pratese tra fine Ottocento e gli anni Novanta del Novecento.



Inizialmente produttori di pasta - il Pastificio Fineschi venne fondato nel 1826 - e poi commercianti nel settore auto, i Fineschi sono stati una delle famiglie industriali più attive della borghesia imprenditoriale pratese, i cui modi e lo stile di vita si avvicinavano a quelli dell'aristocrazia.


La mostra espone abiti ed accessori suddivisi per temi - dagli abiti dei bambini alla lingerie, dai vestiti eleganti da uomo a quelli raffinati delle signore - con un grande assortimento di accessori - cappelli, cuffiette, giocattoli, oggetti per il teatro, borsette e bastoni eleganti, ricami e bottoni pregiati - attraverso i quali si può apprezzare nei dettagli la qualità e la creatività della produzione di moda italiana.


In mostra anche alcune tavole di moda di Thayaht - Ernesto Micahelles (1893-1959) - l'artista poliedrico che da Firenze divenne famoso in Francia, anche per la sua collaborazione con Madeleine Vionnet (1918-1925).


Oltre a Thayaht anche Galileo Chini è presente con alcune opere nell'esposizione.

In questo caso il suo legame con la famiglia Fineschi è più diretto, in quanto l'artista era amico di famiglia, come si e vinceanche dai due ritratti di Micol Fineschi con cappello di paglia: lo stesso copricapo in paglia sottile che è qui esposto.


Insomma, una mostra da vedere e da godere per i suoi materiali raffinati e affascinanti e per la luce che getta su una famiglia a lungo protagonista della vita cittadina, oltre che sull'evoluzione della produzione di moda tra Prato, Firenze e Milano nel volgere di un secolo.







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